«L’incantesimo della gioventù avvolgeva gli stracci multicolori, la sua povertà, la solitudine, la desolazione essenziale dei suoi futili vagabondaggi. Per mesi – per anni – la sua vita non era valsa un soldo; ed eccolo là coraggiosamente, spensieratamente vivo, in tutta apparenza indistruttibile solo in virtù dei suoi pochi anni e dell’audacia irriflessiva. Mi sentii sedotto da qualcosa che pareva ammirazione – che pareva invidia. L’incantesimo lo spingeva avanti, l’incantesimo lo serbava incolume. Sicuramente da quella terra selvaggia non voleva altro che spazio in cui respirare e attraverso cui spingersi. Aveva bisogno solo di esistere e di proseguire col maggior rischio possibile, e con il massimo del disagio. Se lo spirito d’avventura allo stato puro, disinteressato e privo di senso pratico aveva mai governato un essere umano, governava quel giovane rattoppato. Quasi gli invidiavo il possesso di quella fiamma semplice e schietta. Sembrava avergli consumato ogni preoccupazione di sé in modo così totale, che pure quando parlava ci si scordava che era lui – l’uomo davanti ai vostri occhi – che aveva affrontato tutte quelle vicende»
Joseph Conrad – “Cuore di tenebra”
E' uno dei libri che sul comodino in lista d'attesa.
Dovrei leggerlo.
Conrad….un autore che dovrebbe essere studiato al liceo al posto di tanti "tromboni" inutili